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La corsa all’oro italiana: la storia di Inti Gold Global

Davide Bongiovanni e Alessio Vinassa sono i soci fondatori del progetto Inti Gold Global, che conta all’attivo due società, Inti Gold Global Sarl e Inti Gold Global 2 Sarl, azienda attiva nel settore dell’estrazione aurifera, con sede in Burkina Faso, nazione dell’Africa occidentale. 

L’INIZIO
Davide Bongiovanni e Alessio Vinassa sono due imprenditori italiani, che nel 2010 presero la decisione di creare quello che sarebbe il punto di svolta nella loro vita. Il sogno era grande, fondare un’attività nel mercato di un prodotto la cui richiesta è sempre maggiore all’offerta: l’oro.

Bongiovanni, dopo trent’anni nell’immobiliare, era deciso a realizzare il progetto di una vita, quello di aprire un’azienda nel campo dell’oro, il metallo più prezioso al mondo. Alessio Vinassa, con le sue conoscenze nell’estrazione e il forte desiderio di iniziare un suo progetto, si unisce a Bongiovanni e al loro nuovo obiettivo. L’idea era quella di costruire una miniera d’oro a cielo aperto in Burkina Faso.

IL VIAGGIO IN AFRICA
Il Burkina Faso è uno dei paesi più poveri del mondo, ma con un immenso tesoro. Negli strati superficiali, tra la sabbia e la ghiaia, si può tastare polvere d’oro. Filoni d’oro corrono per chilometri sotto terra, in cui le pepite rimangono intrappolate nella roccia.

Il Burkina Faso è stato scelto sia per la vasta presenza di oro, sia per la mancanza di petrolio. L’oro nero è da sempre ragione di conflitti e la sua assenza garantisce una nazione pacifica.

Le aziende che possono dare lavoro agli abitanti burkinabè, sostenendo le loro famiglie, sono ben accette in Burkina Faso. Permessi di estrazione e certificati per il rispetto ambientale della zona sono fondamentali per iniziare. Un’azienda, inoltre, deve includere un socio fondatore di cittadinanza burkinabè; fa la sua comparsa Mamadou Dabre. Dabre è un rispettato abitante della regione, che aveva vissuto per anni in Italia.

A bordo di un grand Cherokee del 1995, Bongiovanni, Vinassa e Dabre iniziano la ricerca del terreno per avviare l’attività, percorrendo 70 mila chilometri di strade sterrate in sei mesi. 

LA CORSA ALL’ORO
Nel 2013, Davide Bongiovanni e Alessio Vinassa subaffittano il primo terreno. Investono 50 mila euro per acquistare il primo escavatore, un camion, una terna e due mulini. Dopo settimane di sudore, lavoro e pasti a base di arachidi, il primo oro vede la luce.

Il progetto inizia ad attirare l’attenzione e fanno la loro comparsa i primi finanziatori. Grazie al loro contributo, viene acquistata una nuova concessione. Su questi terreni ha origine Inti Gold Global 2. Un’impresa ambiziosa, con l’obiettivo di creare una miniera a cielo aperto abbastanza grande e profonda da raggiungere i filoni d’oro, dove si trova maggiormente il metallo. Oggi, sono centoventi i burkinabè che lavorano in Inti Gold Global 2, nel ruolo di operai, ingegneri, cuochi e geologi.

 

 

 

 

 

 

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REALIZZAZIONE DELL’IMPIANTO

Numerosi studi sul terreno hanno identificato i filoni d’oro a circa trenta metri di profondità, che saranno raggiunti scavo dopo lo scavo.

La costruzione dell’impianto e la concretezza del progetto sono traguardi che hanno aperto le porte a nuove possibilità. I primi fondi sono interessati a partecipare al progetto, entrando con Inti Gold Global nel settore dell’estrazione aurifera. Questo consentirà un’accelerazione decisiva: più fondi significano progressi più rapidi, per avere tutti gli strumenti e i macchinari necessari al completamento dell’impianto. Un passo deciso, che aumenterà esponenziale il valore del progetto. Una svolta positiva per le quote del progetto attualmente detenute da investitori che hanno sostenuto fin dall’inizio quello che, solo nove anni fa, era solo un’idea.

Davide Bongiovanni con parte del team IGG 2

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