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La CONSOB sospende un altro progetto che operava con le criptovalute



La Commissione Nazionale per le Società e la Borsa (CONSOB) ha bloccato una società che offriva servizi di investimento non autorizzati e operava con le criptovalute. Lo rivela una dichiarazione ufficiale pubblicata il 24 dicembre.

Avacrypto, la società citata nell’ordinanza della CONSOB, offriva i suoi servizi al pubblico italiano senza la necessaria autorizzazione, e operava tramite il sito web www.avacrypto.com. Al momento della stesura di questo articolo, il sito web di Avacrypto non è accessibile.

Poco tempo prima, la CONSOB ha sospeso, per 90 giorni, altri due progetti, accusati di proporre schemi di investimento fraudolenti basati su criptovaluta. Entrambe le aziende sospese dalla CONSOB (Bitsurge Token e Green Energy Certificates) sono riconducibili ad Avalon Life, una società che non ha sede nell’Unione Europea.

Anche se in Italia non esiste una regolamentazione ben stabilita in materia di valute digitali, a marzo il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha stilato un decreto che mira a classificare l’uso delle criptovalute nel bel paese. Tale decreto ha lo scopo di definire come e quando “i fornitori di servizi relativi all’uso della valuta digitale” dovrebbero segnalare le loro attività al Ministero.

La legislazione mira ad evitare qualsiasi attività illecita associata a criptovalute, in particolare il riciclaggio di denaro. Tuttavia, la necessità di rispettare le leggi antiriciclaggio (AML) a livello professionale anche quando si ha a che fare con le criptovalute era stata sancita il 25 maggio 2017, nel decreto legislativo № 90.

La definizione di “valuta virtuale” contenuta nel decreto recita: “rappresentazione digitale di  valore,  non emessa  da  una  banca  centrale  o  da  un’autorita’  pubblica,  non necessariamente  collegata  a  una  valuta   avente   corso   legale, utilizzata come mezzo di scambio per l’acquisto di beni e  servizi e trasferita, archiviata e negoziata elettronicamente“.

A giugno, Fabio Panetta, vice governatore della Banca d’Italia, ha condiviso le sue opinioni sulle valute digitali statali (CBDC).

Panetta ha affermato che uno dei punti di forza dell’emissione di una CBDC è quello della riduzione dei costi di produzione, trasporto e smaltimento del denaro contante, pur considerando i loro vantaggi “incerti” rispetto ai meccanismi di pagamento digitali già esistenti offerti dal settore privato.





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