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Quali prospettive si aprono dall’ascesa dei prestiti P2P


Andrea Bianconi

Il mondo è “impazzito” e il sistema si è “rotto“. Con queste parole Ray Dalio in questa intervista a CNBC, sottolineando che esiste una combinazione di ragioni che vanno dall’opportunismo all’avidità, dalla ricerca di potere al clientelismo parla del fallimento di una visione economica che da tempo era criticata proprio per la sua resistenza all’innovazione.

Questa situazione provoca non solo importanti squilibri economici e finanziari, distorsioni dei prezzi delle attività e un drammatico aumento della disuguaglianza del reddito, come non si era mai visto dai ruggenti anni ’20, ma arriva anche – più pericolosamente – a generare una crisi sociale. Esempi di disordini civili in tutto il mondo sono purtroppo sotto gli occhi di tutti, dai giubbotti gialli francesi, alle proteste dei cileni sino ai libanesi solo per citarne gli ultimi. Le recenti operazioni bancarie in Libano sono a loro volta un déjà vu di tante altre crisi bancarie dell’UE in Islanda, Grecia e Cipro negli ultimi dieci anni.

.Ma l’economia di mercato trova anche nuove soluzioni, nuove strade, in particolare oggi con una articolazione dal basso verso l’alto (e non viceversa) e crea anche nuove opportunità per gli investitori per finanziare la produzione di beni e servizi cercando di superare le aberrazioni economiche come sono i tassi di interesse negativi. Soluzioni e percorsi che però sono spesso e prevalentemente al di fuori dei vincoli e dalle legacy del sistema bancario.

Come e perché crescono i prestiti P2P

Uno dei fondamenti del mercato capitalistico è che il capitale deve essere ricompensato. Senza questa regola il rischio non è solo di tipo economico ma ha un impatto sociale. Ci deve essere sempre un incentivo, un valore, un vantaggio per investire i tuoi risparmi in una impresa. Ovvero assumendo dei rischi. Ciò si ottiene attraverso tassi di interesse basati sul mercato che vengono pagati a qualcuno per prestare i suoi soldi. La stranezza dei tassi addirittura negativi  ha messo in discussione il principio di base che “il denaro ha valore nel tempo“.
Ma ciò che probabilmente manca è che – mentre tali follie finanziarie continuano senza sosta – l’economia reale continua a lavorare con le solite dinamiche di un sano sistema capitalistico in cui i tassi di interesse positivi sono determinati dai partecipanti al mercato al fine di prestare denaro alle imprese produttive.

P2P Lending, crowdlending, Prestito Peer to Peer, Prestito tra pari

Finora, gli imprenditori senza una buona capacità creditizia, le start-up, le PMI hanno avuto difficoltà a finanziare le loro attività anche se il sistema finanziario è stato inondato di liquidità grazie alle scelte delle banche centrali a livello globale.
Pertanto, quando le banche smettono di fare ciò che dovrebbero (prestare denaro) e le persone non vengono ricompensate con tassi di interesse adeguati per mantenere i loro risparmi con le banche, prendono i loro soldi dalle banche e iniziano a prestarli ad altre persone e imprese che non possono essere altrimenti finanziate dal sistema bancario legacy. Questo prestito non bancario o alternativo è definibile anche come Peer to Peer (P2P) o crowdlending.

Nuova generazione di piattaforme P2P Lending dal mondo Fintech

Il mondo fintech sta permettendo la crescita di una nuova generazione di piattaforme di prestito peer-to-peer in cui istituti di credito e imprese si incontrano e determinano tassi di interesse basati sulla realtà del mercato per favorire la distribuzione del capitale sulla base di situazioni concrete, di bisogni di business reali.

Il mercato del crowdfunding azionario è più noto del mercato dei prestiti peer-to-peer (crowdlending) e ha anche una storia più lunga. Secondo questa ricerca di Statista.com questo mercato globale valeva ca. 7 miliardi di dollari nel 2019. Secondo fundly.com, si prevede che l’industria del crowdfunding azionario raggiungerà i 300 miliardi di dollari entro il 2025. Diamo invece un’occhiata a cosa sta facendo invece il settore dei prestiti peer to peer.
Secondo Statista.com, nel 2014 aveva un valore di 9 miliardi di dollari, il prossimo anno era già di 64 miliardi di dollari e si prevede che raggiungerà il settore da 1 trilione di dollari entro il 2025. 

Una ricerca PWC del 2019 stima l’attuale valore del settore dei prestiti statunitensi peer-to-peer a 38,7 miliardi di franchi e il mercato cinese dieci volte quello con 345 miliardi.

Una crescita esplosiva per il Peer to Peer Lending

In questo rapporto Business Insider “Uno sguardo al settore dei prestiti non bancari e alternativi nel 2019” si legge inoltre di una crescita davvero esplosiva.
Mintos è una società lettone Fintech che è stata lanciata nel 2015 per dare vita a un “mercato globale per i prestiti peer to peer“. Attraverso la loro piattaforma i piccoli investitori possono prestare denaro a quasi tutti i settori dell’economia reale: agricoltura, prestiti auto, prestiti al consumo,  mutui immobiliari ecc.

 

Secondo i loro dati, i piccoli investitori hanno prestato attraverso la loro piattaforma quasi 1 miliardo di euro fino ad agosto 2018. Nei successivi 15 mesi – grazie alla nuova ondata di tassi di interesse negativi – gli investimenti sono più che triplicati a 3,8 miliardi di euro .

Un rischio medio basso per le soluzioni di Prestito P2P

Soluzioni simili a Crowdestor o Ablrate o Investly solo per citarne alcuni, hanno tutti il proprio focus sul mercato e tutti rivendicano una crescita a doppia o tripla cifra.
Ancora più importante, guardando le performance dei prestiti pubblicati, sono stato sorpreso di vedere che il rischio di default dichiarato era in media abbastanza basso tra lo 0,5% e l’1,3% del volume negoziato, mentre la performance del prestito era piuttosto elevata con una media rendimento del tasso di interesse per i finanziatori di ca. 11,9% **.

Questa può essere letta come la risposta del mercato e della gente agli interventi sui tassi di interesse da parte dei banchieri, proprio come il bitcoin è la risposta al continuo declassamento delle valute legali.
Mentre le banche lentamente, ma inesorabilmente, vengono private del loro tradizionale ruolo sociale di prestatori, le persone stanno riprendendo il controllo dei loro risparmi nelle loro mani. E prima che quelle piattaforme decidano di accettare criptovalute come in molti casi sta già accadendo, si assiste a realtà che operano attraverso canali paralleli al sistema bancario legacy, riducendo quindi i costi di transazione e il tempo di trasferimento dei fondi utilizzando stablecoin e criptovalute anziché fiat. Come nel caso di Revolut – una banca fintech con sede nel Regno Unito – che sta ora aprendo conti crittografici accanto ai tradizionali conti fiat e accetta anche fondi crittografici.

I vantaggi della tokenizzazione dei portafogli di Lending P2P

nel percorso verso i Prestiti P2P il prossimo passo sarà quello di tokenizzare interi portafogli di prestiti, in modo da permettere la nascita di un mercato globale per tali tipologie di prestiti. La tokenizzazione di tali portafogli di prestiti porterà una serie di importanti vantaggi:

  • Programmabilità delle condizioni di prestito con smart contract
  • Esecuzione e regolamentazione semiautomatici e istantanei delle condizioni di prestito, come ad esempio pagamenti di interessi e rimborsi, gestione automatica di operazioni come la detrazione per le commissioni della piattaforma (alcune funzioni non possono essere completamente automatizzate poiché il mutuatario deve sempre avviare i pagamenti);
  • Trasferimento frictionless  del token e dei diritti sul prestito sottostante nei mercati secondari;
  • Possibilità di negoziazione dei token in diversi mercati secondari, a condizione che lo standard token sia compatibile con tali mercati. Con miglioramenti per la liquidità che ora è limitata all’offerta di ogni singola piattaforma. Questo risolve anche l’attuale problema che se la piattaforma diventa insolvente l’intero mercato secondario (che dipende direttamente dalla piattaforma) si ferma.
  • Controllo automatico delle chiavi private dei token nel proprio portafoglio personale, riduzione del rischio di controparte limitato al rischio intrinseco di insolvenza del debitore. Alcune piattaforme affermano espressamente che gli account dei clienti sono tenuti separati e che in caso di insolvenza della piattaforma tali fondi non possono essere bloccati dal curatore;
  • Riduzione delle pratiche burocratiche attualmente necessarie e riduzione delle funzioni intermedie svolte dalla piattaforma. Alcune funzioni chiave, che non possono essere automatizzate, saranno comunque eseguite dalla piattaforma come:
    – la possibilità di riacquistare beni collaterali o applicare garanzie di prestito (personali o bancarie) o mutui
    – gestione delle operazioni legate a solleciti verso il mutuatario per ritardi di pagamento / inadempienza
    – gestione delle procedure di recupero crediti in caso di inadempienza.

Più democrazia nell’accesso alla liquidità con la tokenizzazione nel P2P Lending

Giuseppe Morlino, fondatore della start-up di tokenizzazione Stonize, ha osservato che “Il settore finanziario soffre di arretratezza in termini di digitalizzazione e ciò è dovuto all’alto livello di centralizzazione che lo ha caratterizzato. Il motivo per cui la tokenizzazione è un punto di svolta nella finanza è perché democratizza l’accesso alla liquidità e le opportunità di investimento. Il vero valore del decentramento nella finanza è la democratizzazione: DeFi (Decentralized Finance) implica DeFi (Democratised Finance). E il prestito peer to peer è solo uno dei migliori casi d’uso. Il protocollo Stonize T3 (Trusted Token Transfer) fornisce una soluzione di conformità senza soluzione di continuità e applica le regole che disciplinano la sicurezza digitale in materia di emissioni e operazioni secondarie. La soluzione è compatibile con gli ecosistemi Ethereum, Stellar e Algorand ed è pronto a sfruttare le blockchain decentralizzate più avanzate man mano che emergeranno. Questo è l’approccio Stonize per contribuire all’ascesa di DeFi, la finanza democratica in futuro e in particolare il prestito tra pari.

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